La collera è l’unico vero sentimento di libertà, e la vera libertà è la capacità di comandare, di essere ascoltati, di far tremare gli altri al proprio volere e di dominarli. La dominazione è un atto tanto naturale quanto il respiro stesso. Respirare è un bisogno vitale, un atto spontaneo, automatico, e il potere è altrettanto naturale e imprescindibile quanto la vita stessa.

Nelle società il comando è un atto fisiologico, indispensabile per mantenere l’ordine e l’equilibrio. Anche i più diseredati, nella loro condizione di sottomissione o isolamento, su chiunque possibile, trovano comunque un modo per esercitare o desiderare di esercitare un bisogno di affermazione, di riconoscimento, di rivalsa.

Andare in collera per dominare, utilizzare la rabbia o la collera come strumenti per ottenere potere o controllo. E utilizzare la collera come strumento per ottenere potere o controllo vuol dire manipolare le emozioni negative per influenzare gli altri e rafforzare la propria posizione. Usare la collera per intimidire o convincere gli altri, o per creare un senso di paura e dipendenza. Utilizzare la collera per ottenere una forma di controllo autoritario o coercitivo.

La collera, come emozione, rappresenta la capacità di affermare il proprio io, di rivendicare una propria dignità, di opporsi alle ingiustizie e alle imposizioni. La collera è un atto di libertà, un modo per ribellarsi alla condizione di sottomissione, un momento di autenticità. È l’espressione di un desiderio di autonomia, di essere riconosciuti come soggetti dotati di volontà.

La collera è un’emozione intensa caratterizzata da sentimenti di rabbia, irritazione o indignazione. Si manifesta come una reazione a situazioni percepite come ingiuste, frustranti o minacciose, e varia da uno stato di lieve irritazione a una rabbia esplosiva. La collera è una resistenza all’oppressione, una risposta naturale e universale dell’essere umano alla prepotenza, alla prevaricazione alla tirannia, alla malvagità.

La collera è un’azione definita e programmata per ottenere potere e controllo attraverso il comando obbediente avvalendosi della paura e del timore delle possibili azioni di rappresaglia.

La collera è una reazione alle ingiustizie e ai soprusi. Non è calcolata e studiata, ma impulsiva, disordinata, casuale, imprevista e non di rado degenera in comportamenti aggressivi e conflittuali.

La collera per dominare è un’azione volontaria di un soggetto che produce un effetto su un altro soggetto o su un sistema. È un atto che si compie con uno scopo, una volontà o come conseguenza di una finalizzata necessità. L’azione, solitamente negativa e intenzionale, rappresenta un’iniziativa, un movimento che parte da un soggetto. La collera per dominare opprime, agisce ed è al servizio di coloro che fanno la storia.

La collera per ribellione si manifesta come risposta a un’azione. È la reazione di un soggetto che si oppone drasticamente a ciò che gli è stato inflitto o che ha subito. La reazione può essere immediata o ritardata, è impulsiva ed è sempre una risposta a un’azione precedente. La collera per ribellione è resistenza all’oppressione, incoraggia la protesta ed è al servizio di coloro che la storia la subiscono.

La collera per dominare è un’azione; la collera per ribellione è una reazione. L’azione è l’elemento attivo, il punto di partenza, mentre la reazione è il risultato o la risposta a quell’elemento. In termini di causalità, l’azione genera la reazione, che a sua volta può suscitare una nuova azione, creando un ciclo dinamico di interazioni. L’azione deriva dalla volontà e dal ragionamento, mentre la reazione quasi sempre è viscerale o istintiva. La collera per dominare è un’azione cinica e spietata; la collera per ribellione è una reazione difensiva e timorosa.

La collera per ribellione si manifesta con proteste, scioperi e perfino con le rivoluzioni. Produce disordini, disagi, episodi di violenza collettiva e malcontento tra i pacifici. Beffardo paradosso! Vessati, tiranneggiati e colpevoli e puniti per aver reagito. Colpevoli per il resto della società che non è stata lesa dall’azione. Ecco allora il lucido agire: concentrare la collera per dominare solo su una categoria sociale, solo su una fascia di popolazione e incolparli per i disagi e i disordini causati dalla (legittima?) successiva ribellione. Ancora una volta: “Divide et impera”. Crea rivalità, divisioni, discordia e ostilità tra la popolazione che potrebbe opporsi. Consolida il potere attraverso la frammentazione degli avversari o delle forze concorrenti. Favorisci le divisioni tra gruppi sociali, etnici o politici per mantenere il controllo e prevenire alleanze contrarie. Alimenta conflitti tra diverse classi o gruppi per impedire l’emergere di un fronte unitario di opposizione. Serviti della collera per dominare agendo cinicamente e spietatamente; utilizza la collera di ribellione per consolidare il potere attraverso le ostilità e le discordie generate tra chi reagisce e chi non è stato colpito dall’azione.

“Il tempo è fuori dai cardini: maledetto dispetto, […] [che ci sia qualcuno] nato per rimetterlo in sesto […] [?]”

Lasciandosi ispirare da un bravo cantautore: Da questo mondo che sembra arrivare, nessuno ci potrà salvare. Da questo mondo che sembra arrivare, il buonsenso ci salverà. Auguriamoci Buonsenso e Buon Tempo da trascorrere, senza nessun tipo di collera.

Salvatore Carrano

05/03/2026